premio22010bis.jpgLo scorso 15 novembre, in Campidoglio, si è svolta la IV Edizione del Premio What’s Up Giovani Talenti, con il Patrocinio del Ministero della Gioventù. Quest’anno la giuria presieduta da Riccardo Severi, Direttore Responsabile del mensile What’s Up, e composta da Emanuela Dolci (Agenzia Stampa APCOM Spettacolo), Federica Fornabaio (compositrice e pianista), Laura Guercio (Presidente Legal Aid Worlwide), Fabio Melandri (Coordinatore MEI-Premio Italiano Videoclip Indipendente), Alessandro Righetti (Amministratore Delegato 20 Below Communication), Enrico Ventrice (Direttore Artistico 48 Hours Film Project Italia) e Edoardo Vitali (diplomatico italiano), ha deciso di assegnare un Premio alla Ricerca ed uno alla Regia. Se li sono aggiudicati rispettivamente Roberto Navigli e Giorgia Farina (di seguito le motivazioni). Nel corso della serata, presentata da Riccardo  Severi, è stato presentato e proiettato in esclusiva il primo spot televisivo del mensile What’s Up. Tutti i dettagli sul Premio What’s Up Giovani Talenti sul prossimo numero di What’s Up.

(G.C.)

Il Premio What’s Up Giovani Talenti 2010, alla “Ricerca”, va a ROBERTO NAVIGLI  

premio12010bis.jpgSi è laureato con lode in Informatica presso l’Università La Sapienza di Roma, per la quale oggi è ricercatore. Nel 2007 ha ricevuto il premio “Marco Cadoli” per la miglior tesi di dottorato di intelligenza artificiale. Da anni svolge il suo lavoro sulla risoluzione dell'ambiguità del linguaggio e sul Web semantico, dividendosi tra Roma, Edimburgo e Brighton. Lo scorso settembre, a 32 anni, è stato il primo ricercatore italiano del settore ad avere ottenuto uno “Starting Grant”, di oltre un milione di euro, dal prestigioso European Research Council (ERC). Un contributo che gli permetterà di creare un team di giovani dottorandi e ricercatori e di portare avanti i suoi studi. In Italia. Ed è forse questo il messaggio più bello di cui può farsi testimone: anche rimanendo in questo Paese è possibile, tra scarsità di risorse e generale insofferenza verso la meritocrazia, affermarsi a livello internazionale. Quello che ora gli si attribuisce vuole essere non solo un riconoscimento all’indiscusso merito, ma anche un premio alla speranza per l’Italia”.